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Il Governo Berlusconi fà esportare anche il lavoro in Svizzera
Siamo alle solite, ciò che non condividiamo e non possiamo accettare è la politica degli annunci mediatici piuttosto che la vera volontà del Governo e di Alitalia di risolvere la situazione di Alitalia Maintenance System. Ci sembra di assistere ad una strategia a orologeria per far fallire una realtà industriale importante per l’Italia e per la Regione Lazio. Come Circolo del Partito Democratico aeroportuale, abbiamo più volte espresso attenzione al problema, dando di volta in volta dei contributi (studi di settore, interventi presso gli Enti competenti, coinvolgimento del Comune, Provincia e Regione) atti a dare soluzione alla vertenza, ma tutto ciò, da come si evince dal comunicato delle Organizzazioni Sindacali che riportiamo di seguito, non è servito a nulla. Il Governo Berlusconi manda in Svizzera il lavoro di Alitalia Maintenance System, aumenta le spese ai contribuenti incrementando ulteriormente la Cassa Integrazione per i lavoratori ormai esausti e verso la Cigs a zero ore e in cambio ripulisce i soldi a tasso scontato con lo scudo fiscale. Il 13 gennaio, probabilmente, la Cai si prepara ai festeggiamenti per un anno di attività, il Circolo Aeroportuale del Partito Democratico sarà presente nei siti industriali di Fiumicino a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie.
COMUNICATO AI LAVORATORI Nonostante l’autorevole intervento della Presidenza del Consiglio dei ministri nella persona dell’On. G. Letta che durante la riunione del 04 dicembre ’09 a Palazzo Chigi aveva ribadito la necessaria collaborazione tra Alitalia e AMS, la situazione è addirittura peggiorata. Come già detto nel comunicato del 17 dicembre 09 le OO.SS. avevano espresso apprezzamento per l’esito della riunione, purtroppo ad oggi dobbiamo rilevare che a nulla è servito l’intervento del’On. G. Letta in quanto Alitalia ha continuato a mettere a rischio fallimento AMS. Nonostante AMS abbia reso disponibili già il giorno dopo l’incontro ben 4 motori efficienti, Alitalia non ha rispettato quanto concordato a Palazzo Chigi, pagando solo in parte le fatture sospese e lasciando in giacenza presso AMS un motore efficiente. Come ciliegina sulla torta Alitalia ha ritenuto opportuno emettere un ordine di rilavorazione di un motore CFM56 il 23 dicembre c.a., a favore delle officine di SRTecnik (Svizzera). Tutto ciò oltre a non avere nessuna logica industriale continua ad aggravare la sopravvivenza delle famiglie dei lavoratori di AMS che saranno costretti ad incrementare ulteriormente le giornate di CIGS a spese della collettività . Scelte del genere mortificano soprattutto l’intervento del governo e gli accordi di settembre 08 sottoscritti con le Confederazioni Sindacali. Non possiamo assistere passivamente a questa follia che tenta di cancellare l’unico sito industriale italiano in un momento di crisi, vanificando ulteriormente il tentativo del rilancio delle attività di alta tecnologia a beneficio di competitor internazionali incrementando ulteriore disoccupazione. Pertanto le scriventi OO.SS. oltre ad indire giornate di lotta, non escludendo una manifestazione dei lavoratori sia presso lo scalo di FCO che davanti a Palazzo Chigi, chiedono un forte intervento dei soggetti presenti nei tavoli istituzionali e titolati per la risoluzione di AMS. Fco, 29 dicembre ’ RSA Filt Cgil-Fit Cisl-Uiltrasporti

Una ulteriore forzatura sta avvenendo in queste ore, riportiamo di seguito la dichiarazione del segretario regionale dell’organizzazione sindacale Filt-Cgil a cui diamo piena solidarietà e appoggio politico. Stiamo lavorando assieme al Giovanni Carapella affinché la Regione Lazio convochi al più presto le Parti al fine di affrontare il grave problema e con la Provincia di Roma, con Marco Miccoli, perché convochi nelle officine a Fiumicino di A.M.S. il Consiglio del Lavoro per dare un segnale forte contro la mortificazione del lavoro del settore del trasporto aereo nella nostra Regione e in Italia. 20:08 - giovedì 7 gennaio 2010 Alitalia-Ams: i lavoratori protestano a causa di una commessa affidata alla svizzera SrTechnik
Roma, Italia - Per il sindacalista della Filt-Cgil, Stefano Monticelli, la decisione di Alitalia desta forti preoccupazioni tra i lavoratori (WAPA) - Anziché all'Alitalia Maintenance Systems, Cai-Alitalia ha affidato in manutenzione alla svizzera SrTechnik due motori di aereo facendo scoppiare la protesta dei lavoratori della società in amministrazione straordinaria appartenuta alla vecchia Alitalia. I lavoratori stanno impedendo fisicamente che il secondo motore esca dall'hangar destinazione Svizzera, e paventano che la mancata commessa abbia ripercussioni immediate sul loro futuro e sui loro salari.
"Un primo motore era già stato inviato in Svizzera a fine anno e oggi toccava al secondo. Ma i lavoratori si sono opposti impedendone la partenza", riporta il segretario regionale della Filt-Cgil, Stefano Monticelli. "La decisione assunta da Alitalia desta forti preoccupazioni tra i lavoratori. Già oggi si ricorre a 10 giorni di cassa integrazione al mese e il rischio è che questa si trasformi in cig a zero ore. Siamo in una situazione di stallo e di attesa. In base agli accordi sottoscritti nel 2008, per Ams era stato definito un percorso di vendita, così come per l'altra società di manutenzione di Alitalia, Atitech. Ma è passato tutto questo tempo e siamo arrivati ad oggi senza ancora una soluzione definita". Al momento si ha soltanto la solidarietà di parte del mondo politico e sindacale del Lazio. 
- NOTA A MARGINE -
Da come si desume dal comunicato delle organizzazioni sindacali, notiamo la mancanza della firma della Ugl che, come è a tutti noto, la segretaria generale è Renata Polverini oggi in corsa alla elezione della Presidenza della Regione Lazio.
Non è la prima volta che codesta organizzazione sindacale "scompare" nei comunicati o nelle rivendicazioni che tendono a tutelare le lavoratrici e i lavoratori della nostra Regione in lotta per i propri diritti lesi o per la tutela del proprio posto di lavoro.
Tutto ciò a noi del Circolo Aeroportuale del Partito Democratico non sorprende, anzi ci sorprenderebbe che dietro le molte dichiarazioni di facciata fatte dalla segretaria dell'Ugl ci fosse finalmente qualcosa di reale, effettivo, concreto e tangibile.
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